27 gennaio 2006

La diffusione di notizie false in Italia è un reato

“La diffusione di notizie false in Italia è un reato, anche se molti fingono di non ricordarselo.” Con questa frase la dottoressa D’Inzeo, giudice istruttore di Milano ha predisposto l’arresto di Umberto Brindani, direttore responsabile di “Chi”, il periodico scandalistico della Mondadori. Dalle indagini sarebbe emerso un piano criminoso abilmente progettato per manipolare l’informazione, sponsorizzato dalla famiglia Agnelli. La D’Inzeo ha spiegato:”Avevano mobilitato tutta la loro rete di conoscenze e addirittura il curatore dell’immagine di Bossi per rilanciare l’immagine pubblica di Lapo come spietato tombeur de fammes celodurista. A questa sceneggiata “Chi” aveva addirittura dedicato due copertine.” Primo passo della campagna di disinformazione le false indiscrezioni sulla lieson tra il magnate dell’auto e Magda Comes, showgirl brasiliana che ha confessato: “Mi hanno convinto a fingere promettendomi una mia trasmissione su Rai1 ma io sono fidanzata con un altro e Lapo l’ho incontrato solo per scattare le fotografie.”

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